Toledo Machado: "Ho il Catanzaro sempre nel cuore. Bisogna acquisire la giusta mentalità perché in una piazza come quella giallorossa non è mai facile giocare"

Chiacchierata con un ex mai dimenticato che ci parla delle difficoltà del momento e di come uscirne fuori facendo lavorare serenamente mister Grassadonia
18.11.2019 17:35 di Maurizio Martino   Vedi letture
Toledo Machado: "Ho il Catanzaro sempre nel cuore. Bisogna acquisire la giusta mentalità perché in una piazza come quella giallorossa non è mai facile giocare"

di Maurizio Martino

Ha 38 anni ma non se li sente affatto dal momento che ancora calca il rettangolo verde con lo spirito e l'agonismo dei tempi migliori. Parliamo di Robson Toledo Machado, uno degli artefici della promozione in B al termine della stagione 2003-2004 quando ad allenare le aquile c'era Piero Braglia. Ha ancora tanta voglia di mettersi in gioco e di dimostrare che, nonostante l'età, è ancora nelle condizioni psico-fisiche  di poter dare il massimo. Dopo aver tanto girovagato per l'intera penisola, Toledo gioca adesso per una società della provincia di Latina dove risiede. 
Al termine della gara odierna lo abbiamo contattato e il mai dimenticato colored brasiliano si è dimostrato gentile e disponibile nel fare due chiacchiere sul momento attuale che sta vivendo il Catanzaro.

Segui ancora le vicende calcistiche del Catanzaro e che idea ti sei fatta dell'attuale periodo che stanno vivendo i giallorossi nel quale la crisi pare sia stata definitivamente messa da parte?

Anche se non seguo costantemente il Catanzaro sono molto legato alla vostra città perché da voi ho trascorso due anni fantastici nei quali sono riuscito a farmi apprezzare come uomo e come giocatore. Sarò sempre grato al Catanzaro e a Catanzaro per l'affetto e la stima che mi hanno da subito dimostrato. Sul Catanzaro attuale penso che i giocatori debbano acquisire la giusta mentalità perché giocare per i colori giallorossi non è facile e non è da tutti. Da voi bisogna dare il 110% in quanto il 100% non è sufficiente per soddisfare le esigenze e le giuste ambizioni dell'intero ambiente. È questo l'unico modo per uscire fuori dall'attuale momento negativo. Dare sempre il massimo e onorare la gloriosa maglia giallorossa.

Pensi che il cambio di allenatore e più in generale una rosa così ampia di 30 elementi possa aver contribuito al rendimento deficitario fin qui ottenuto?

Nel calcio il cambio di allenatore non sempre è facile da accettare e non solo da parte dei giocatori che sono quelli che devono dimostrare sul campo quanto valgono e ciò che hanno assimilato. Adeguarsi ad un nuovo modo di interpretare il calcio non è una cosa scontata. Non si può da subito pretendere che il cambio della guida tecnica possa dare i risultati sperati. C'è chi è in grado di assimilare subito e chi invece ha bisogno di più tempo per farlo, specie quando l'organico è così ampio. Bisogna aiutare soprattutto coloro che sono più indietro e che necessitano di tempi più lunghi per rendere al massimo. Di fatto il lavoro che l'allenatore deve compiere è prima di tutto quello di intervenire sotto l'aspetto psicologico prima ancora che inculcare le proprie idee tecnico-tattiche. Occorre il giusto periodo di tempo che purtroppo però è sempre limitato. È  indispensabile l'appoggio dei tifosi che conosco bene e so che non lo fanno mai mancare nonostante le tante amarezze e delusioni avute nel corso degli anni.
Il rischio che una rosa ampia possa creare qualche malumore all'interno dello spogliatoio è elevato. Lavorare per creare un gruppo solido e armonioso è ciò che conta maggiormente, proprio come è successo ai tempi in cui giocavo con il Catanzaro.

Toledo a questo punto ci dà l'occasione per parlare del "suo" Catanzaro facendo un salto indietro di 15 anni.

A proposito di quella squadra, qual era la vostra forza e quando vi siete resi conto di poter puntare alla promozione in serie B?


Eravamo un bel gruppo, forte e solido fuori e dentro il campo. Mister Braglia lavorò molto sullo spirito del gruppo, fermo restando le tante qualità e le doti tecniche di ognuno di noi. Iniziammo in punta di piedi, senza tanti proclami, cercando di ottenere il massimo domenica dopo domenica. Strada facendo ci siamo resi conto che dando ancor di più avremmo potuto giocarcela e infatti le ultime 9 giornate di campionato sono state una bella cavalcata che ci ha consentito di raggiungere la promozione davanti ai 15.000 di Ascoli.

Al di là del risultato sul campo, che ricordi hai dell'intero ambiente giallorosso?

È stata una splendida esperienza che mi ha arricchito molto facendomi capire quanto è importante dare il massimo in un lavoro che si ama e farlo oltretutto per una società blasonata come il Catanzaro. D'altra parte con un pubblico come quello di Catanzaro non poteva essere diversamente, gli stimoli non mancano mai e le soddisfazioni che si ottengono hanno un sapore diverso rispetto a tante altre piazze.

Sei ancora in contatto con qualcuno in città e con i compagni di squadra di allora?

Certo, ho tanti amici in città con cui spesso sono in contatto anche attraverso l'uso di Facebook. Manco da parecchio dalle vostre parti. Sono passato nelle vicinanze ma in città è da un bel po' che non metto piede. Ritornerei con tanto piacere.
Con i compagni di squadra di quelle stagioni ho modo di sentirmi più o meno con frequenza, per esempio con Pasquale (Logiudice ndr), Ferrigno, Caterino, con il capitano Ciardiello, con Alfieri con il quale ci siamo anche visti quando giocavo ad Agropoli dal momento che lui vive a Salerno.  Eravamo proprio un bel gruppo!

Alla luce dei recenti e presunti episodi di razzismo, comunque smentiti, che hanno coinvolto una minoranza di tifosi del Catanzaro al termine della gara con la Cavese, Toledo è chiaro e lapidario.

È assurdo che ancora nel 2020 possano verificarsi episodi del genere. Lo stupido di turno purtroppo non manca mai, parlo in generale ovviamente. Anche io in più occasioni sono stato oggetto di cori razzisti ma ho preferito sempre non reagire. Ritengo che non bisogna dare risalto e importanza a queste spiacevoli situazioni. La migliore risposta è il silenzio.

Ringraziamo Robson Toledo per il tempo dedicatoci e per la sua massima disponibilità. Siamo riusciti a strappargli la promessa di farsi vedere dalle nostre parto magari, aggiungiamo noi, in una gara che vedrà il Catanzaro impegnato nel campionato di serie B.