Russotto, il Catanzaro e quelle sirene che arrivano dalla B

16.06.2015 14:23 di Rosita Mercatante  articolo letto 2646 volte
Russotto, il Catanzaro e quelle sirene che arrivano dalla B

Andrea Russotto: genio e sregolatezza, trascinatore e idolo del Catanzaro degli ultimi tre campionati.

Ora l’interrogativo dell’intero popolo giallorosso è se il fantasista rimarrà ancora sui Tre Colli per un’altra stagione – come da contratto – o deciderà di cambiare aria. Il Presidente Cosentino prima, il neo DG Donnarumma poi, hanno affermato che la permanenza del calciatore è legata all’arrivo di un’offerta da parte di un club di categoria superiore.

Qualora dovesse arrivare una chiamata alla quale non è possibile dire di no Russotto lascerà la maglia delle aquile per una nuova avventura. Questa, infatti, potrebbe essere il momento “clou” della sua carriera. Dopo aver militato in tutte le nazionali giovanili e giocato in serie A con il Napoli e il Treviso, nel momento in cui avrebbe dovuto consacrasi come giocatore dall’indubbie qualità tecniche si è perso per strada, finendo impelagato nel limbo della Lega Pro. Ora, quindi, a ventisette anni appena compiuti deve iniziare a capire cosa fare da “grande”.

Se, invece, le sirene della B non dovessero “cantare”, Russotto rimarrà ancora per un altro campionato in giallorosso. Ovvio che la tifoseria giallorossa spera che sia proprio lui il “trascinatore” della squadra in questo campionato.

Già perché  in sostanza la permanenza di Russotto a Catanzaro è stata costellata da alti e bassi.

Quando è arrivato nell’US il momento non era dei migliori. La squadra, appena promossa in Prima Divisione, stava attraversando una crisi di risultati, con la vittoria che mancava dalla prima giornata. Nonostante un grande impegno messo in campo l’inizio di Russotto non diede i risultati sperati con tre pesanti sconfitte consecutive con Nocerina, Pisa e Frosinone. Al termine della partita con i ciociari, però, la tifoseria ha cominciato ad inneggiare il coro “Andrea, Andrea”, riferito al fantasista romano, l’unico, secondo il pubblico, a metterci il cuore. Da lì in poi sono arrivati risultati e sei gol, fino alla punizione capolavoro con la quale le aquile si sono imposte per 1-0 sul Pisa al “Ceravolo”. Con quella vittoria i giallorossi si erano trovati a sole quattro lunghezze dai play-off. Purtroppo, però, nonostante la “remuntada”, nel momento in cui le aquile potevano spiccare il volo, vari problemi di spogliatoio, oltre che di risultati, hanno relegato la squadra nei bassifondi. Il clima non proprio sereno del gruppo ha influito anche su Russotto con il calciatore che è apparso appannato in quel frangente, senza dare mai la sensazione di poter incidere realmente, tanto da finire con il saltare un paio di giornate per squalifica.

Diversa la seconda stagione – per intenderci quella di Brevi – dove Russotto non è mai stato messo in condizione di dare il meglio di sé. Spesso confinato sull’esterno o addirittura a fare l’interno di centrocampo nel 3-5-2, ha realizzato solamente due gol. In particolare non è quasi mai stato in grado di gestire il carattere, troppo spesso nervoso. In particolare nella gara dei play-off con il Benevento numerosi sono stati i calci piazzati sprecati. La troppa voglia di fare ha, invece, finito con il limitarlo.

Differente questa stagione, dove nel 4-2-3-1 di Moriero, si è trovato ad agire dietro la punta, più libero di girare su tutto il fronte d’attacco. Nelle palesi difficoltà della squadra, ha rappresentato l’unica luce della gestione del tecnico salentino con cinque gol fino a novembre. Quattro su rigore, ma tutti procurati da lui stesso su azioni personali nelle quali gli avversari non hanno potuto fermarlo, se non con le cattive maniere in area di rigore.

Complice un infortunio molto fastidioso è calato vertiginosamente e con lui tutto l’US. Nel girone di ritorno – nel Catanzaro 2.0 per intenderci – Russotto è tornato dall’infortunio. Di lui si ricorderà a lungo il gol “alla Bale” contro il Foggia, dove sulla ribattuta di un calcio d’angolo si fece palla al piede tutto il campo realizzando il 2-0. Il campionato è terminato con la sua rete dal dischetto contro la Lupa Roma nel 5-1 andato in scena al “Ceravolo”.  La stagione si è conclusa con sette gol all’attivo in trenta gare che portano le marcature totali di Russotto in maglia giallorossa a quindici gol in settantanove partite.

Numerosi i pregi del fantasista: facilità di  corsa e dribbling,  tecnica da giocatore di  categoria superiore, l’impegno massimo durante tutte le partite. Sapere che c’è lui in campo fa stare tutti un po’ più tranquilli.

Di Russotto non passano inosservati neppure altre caratteristiche, come quelle che riguardano il suo carattere innanzitutto: l’innervosirsi troppo facilmente gli è costato una carriera diversa, oltre che qualche cartellino di troppo. La sua capacità di dribblare sfocia qualche volta in un “egoismo” improduttivo. Insomma un giocatore “passionale”, che in campo non conosce le mezze misure e che affronta di petto ogni situazione. Per quanto riguarda il suo ruolo riesce a dare il massimo di sé al centro, a supporto delle punte, anche se può giocare anche sull’esterno. In queste tre stagioni ha indubbiamente trascinato la squadra, facendo sempre la differenza, nel bene e nel male.  

Russotto è fatto così, prendere o lasciare. O si ama o si odia. Sicuramente dopo le sue performance in maglia giallorossa bisognerebbe sperare nella sua permanenza a Catanzaro, ma la sensazione è che stavolta molto dipenderà da fattori esterni, a cui non potrà dire di certo “no”.