Osservatorio stadio "Nicola Ceravolo", ecco cosa ne pensa il collega Nico De Luca (Calabria7.it)

14.02.2020 11:28 di Redazione CatanzaroSport24 Twitter:    Vedi letture
© foto di Luigi Putignano/TuttoLegaPro.com
Osservatorio stadio "Nicola Ceravolo", ecco cosa ne pensa il collega Nico De Luca (Calabria7.it)

Cresce l'interesse e la partecipazione di cittadini e tifosi verso il dibattito aperto dalla nostra testata sulle problematiche riguardanti lo stadio "Nicola Ceravolo". Tra i principali fruitori dell'impianto sportivo cittadino ci sono i giornalisti e gli operatori della informazione. La nuova tribuna stampa ricavata all'interno della palazzina, pur avendo migliorato la visuale del campo da gioco e quindi della partita risulta inadeguata soprattutto nel periodo invernale. I giornalisti non solo locali, ma anche i cameramen, devono scontrarsi con una serie di problematiche oggettive e al momento irrisolte. La tribuna stampa, ricavata al penultimo piano della palazzina, è aperta alle intemperie e specialmente quando piove e c'è vento diventa difficile poter lavorare. A tal proposito abbiamo deciso di chiedere ai colleghi degli altri organi di informazione cosa pensano del "Nicola Ceravolo",  qui di seguito il contributo di Nico De Luca (Calabria7.it)

Avevo circa dieci anni quando misi piede al ‘Militare’, poi Comunale intitolato a don Nicola Ceravolo. Sono stato con papà in Coperta (già da allora con quei dannati pali che ostruiscono ancora oggi la visuale migliore ) poi con gli amici dell’adolescenza ho visto partite da tutti, ma proprio tutti, i settori.  Alcuni match (come lo storico 4-1 al Cosenza) persino da bordo campo a due passi dalla panchina di Fabbri e Scorsa e con tanto di intervista finale all’eroe Surro!

Poi, per scelta professionale, sono stato ‘dirottato’ una volta per tutte in tribuna stampa.

Con questo preambolo ho inteso accreditare il mio sentimento di attaccamento viscerale allo stadio - nel cui quartiere sono nato e cresciuto fino ai vent’anni - una struttura storica per la città, la provincia e l’intera regione giallorossa.

TUTTAVIA…

Se da un però lato ogni zolla ed ogni centimetro dello stadio sono impregnati di leggenda è anche vero che negli ultimi trant’ anni (sigh!) tale gloria è stata velata da interminabili campionati di terza e quarta serie.

Per tale motivo, visto che nel frattempo sono stati spesi fiumi di denaro per  operazioni di maquillage leggero ed anche radicale assolutamente opinabili, il dilemma che si pone è molto ma molto pertinente. Dalle curve troppo distanti all’agibilità ormai a rischio delle tribune, lo stadio di Catanzaro in queste condizioni non può sopportare eventuali graditi salti di categorie.

DUE TESI

Lasciare il Ceravolo nel cuore della città, assecondando i sentimenti romantici e preparandosi comunque a spese esose e vecchi disagi incorregibili; oppure maturare un senso pratico multitasking preferendo uno stadio moderno e completo in ogni sua esigenza quotidiana e cucendo addosso al Ceravolo un vestito da museo storico?

Non è decisione da poco. E’ importante però iniziare a confrontarsi tutti, esperti, amministratori e soprattutto società ed i tifosi.

Non è facendo la conta aritmetica di favorevoli ad una tesi o all’altra che si faranno passi avanti. Non sarà nemmeno la maggioranza dei pareri a determinare la decisione finale.

THE WINNER IS

Il nuovo stadio di Catanzaro, appena la serie B sarà cosa fatta, dovrà rispondere a tutti parametri di sicurezza, tecnologia, comfort ed accessibilità che le norme attuali impongono.  Basta sfilze di contravvenzioni o chiusure forzate di interi quartieri per i percorsi sicurezza di squadre e tifosi ospiti; basta lunghissime peregrinazioni in salita sotto la canicola o il vento gelido; non è possibile perdere due ore per defluire in occasione di match di cartello o importanti; senza contare modelli estetici europei che passione (dei tifosi) ed interessi (di altri) hanno fatto passare in secondo piano.

STAMPA E ACCOGLIENZA

Anche i giornalisti locali ed ospiti devono poter lavorare in condizioni ottimali. Basta provincialismo e preconcetti. Siamo stati nei container e sui gradoni. Ancora oggi si scrive ‘in alta quota’ con i colbacchi, esposti alle correnti e pure alla pioggia quando il vento sferza contrario. Non esistono parcheggi né ingressi dedicati. Connessione internet neppure a parlarne mentre la tecnologia sta portando la VAR anche in cadetteria.

IO SONO PER…

…dovrebbe essere chiaro leggendo i pochi capitoletti qui sopra, ma se non si è capito non fa nulla. Ci sarà tempo perché siamo ancora lontani dalla percezione del problema, limitandoci ognuno alla propria ristretta sfera di azione.  Complimenti comunque a questa testata che ha deciso di mettere sul tavolo l’argomento dimostrando lungimiranza e praticità.

La buona immagine della città, assurta agli onori delle cronache negli anni ’70  con l’abbinata ‘capoluogo e serie A’, considerato lo svilimento politico-istituzionale di Catanzaro penso debba ancora una volta essere affidata al calcio!!   

Nico De Luca

Giornalista Calabria7.it