La storia di un tifoso davvero speciale. Il ricordo di Carlo La Forza

Nella nostra rubrica dedicata ai tifosi, vogliamo ricordare il commovente gesto di un tifoso catanzarese...napoletano
08.01.2019 21:02 di Maurizio Martino  articolo letto 2702 volte
La storia di un tifoso davvero speciale. Il ricordo di Carlo La Forza

di Maurizio Martino

Per la nostra rubrica dedicata ai tifosi "speciali" vi vogliamo ricordare la storia struggente di un tifoso giallorosso che ha commosso mezza Italia. Molti ricorderanno infatti chi era Carlo La Forza e che ruolo importante riveste per un'intera tifoseria. Carlo non è più tra noi ormai da oltre 5 anni ma il suo ricordo resterà indelebile nella mente e nel cuore di tutti, tifosi e gente comune, in quanto ad esso è associato un gesto che ha tanto fatto parlare di sé.
Carlo aveva solo 38 anni quando un male incurabile lo strappò dall'affetto della moglie, dei suoi due figli piccoli e dei suoi tanti amici. Aveva un'unica grande passione, il Catanzaro. Ciò appare strano se si pensa che era originario di Napoli dove ha vissuto fino al termine dei suoi studi di ingegneria prima di trasferirsi al nord per lavoro, a Torino e poi a Milano.
Lui che ha visto gioire la sua città per la vittoria dello scudetto ha vissuto l'evento in modo distaccato perché mentre per tutti c’era solo il re argentino, un certo Maradona,  per lui l'unico vero idolo indiscusso era Massimo Palanca, al cui mito era cresciuto e profondamente legato. Fa scalpore la risposta che diede al suo preside in occasione del tricolore partenopeo quando ai tempi della scuola media ad una precisa domanda gli rispose: "perché devo gioire per lo scudetto del Napoli, io tifo solo per il Catanzaro". Questa frase la dice lunga su quanto forte era il suo legame per la squadra giallorossa. Aveva seguito i giallorossi affrontando diverse trasferte, specie quelle che erano nelle vicinanze di Milano ma i tanti chilometri percorsi non potevano minimamente rappresentare un peso per chi come Carlo era così profondamente innamorato del suo Catanzaro. A distanza di pochi mesi dalla sua ultima trasferta, quella di Prato nell'aprile 2013, venne a conoscenza della malattia. Dopo mesi e mesi di cure, visite e sedute chemioterapiche, alla notizia che purtroppo non ci sarebbe stato più niente da fare, dopo aver tanto lottato, il suo unico pensiero in quel preciso istante fu il Catanzaro. Con disarmante lucidità, contattò il club Massimo Palanca di Catanzaro chiedendo l’abbonamento per l’intera stagione, tutti i gadget e quant’altro avesse potuto testimoniare la sua fede per le “Aquile”. Chi ebbe modo di ascoltare la sua telefonata riferisce la sua frase agghiacciante” ma al tempo stesso commovente: "Fate presto, mio figlio deve sapere che tifavo Catanzaro". L’abbonamento è arrivato in tempo: Carlo ci ha lasciato, ironia della sorte, proprio poche ore dopo la prima vittoria in campionato. 
Ci sono angoli dove nemmeno la malattia più drammatica può arrivare: quelli del cuore in cui le passioni  sono intoccabili. Di fronte all'amore nulla può, e quello per il Catanzaro era veramente speciale: lui nato e cresciuto a Napoli aveva scelto di tifare per una squadra lontana di una città che neanche conosceva ma della cui gente si era innamorato. Una squadra dalla quale nessuno male incurabile avrebbe mai potuto allontanarlo! 
Il suo gesto è stato riportato su molte testate telematiche e finanche dalla Gazzetta dello Sport ed è servito a far capire nel tempo a suo figlio Francesco, che nel settembre del 2013 aveva solo tre anni, quanto importante sia  il significato di passione, di tifo vero e non violento. Qualcuno gli avrà detto che in una domenica di settembre, a Lecce, il Catanzaro aveva il lutto al braccio nel nome del suo grande papà, il tifoso "speciale" Carlo La Forza.