F.I.G.C. ecco come funziona l’elezione del suo presidente. Favorito Gabriele Gravina

Il 22 ottobre si vota per il presidente della FIGC, un passo importante verso le tanto attese riforme. In questo articolo vi spieghiamo come funziona l'elezione.
03.10.2018 16:16 di Leonardo La Cava  articolo letto 543 volte
F.I.G.C. ecco come funziona l’elezione del suo presidente. Favorito Gabriele Gravina

 

C’è tanta attesa per l’elezione del nuovo presidente della FIGC, fissata per il 22 ottobre. Una attesa che dovrebbe portare il calcio italiano ad uscire dalla profonda crisi in cui è caduto dal 29 gennaio, data in cui la FIGC è stata commissariata dando seguito ad una serie di manovre politiche lontani dalle logiche calcistiche.

 

Il fronte Pro-Gravina

Chi sono i canditati?  Al momento, c’è l’ufficialità della sola candidatura di Gabriele Gravina, l’attuale numero uno della Lega Pro al comando dal 22 dicembre del 2015. Anni  65, artefice del miracolo di quel Castel di Sangro che in 10 anni raccolse 5 promozioni partendo dai dilettanti fino ad arrivare alla Serie B.

La candidatura dell’attuale presidente della Lega Pro, è sostenuta dalla sua stessa Lega, da quella dei Dilettanti, dall’associazione arbitri e da quella degli allenatori. Questo fronte permette a Gravina di avere una proiezione di quorum pari al 63%, così suddivisa:

34% Dalla Lega Nazionale Dilettanti

17% Dalla Lega Pro

10% Associazione Italiana Allenatori Calcio

2% Associazione Italiana Arbitri.

Un ventaglio di preferenze molto ampio, che sarebbe sufficiente per consentire a Gravina di venire eletto, ma che di fatto non gli permetterebbe di governare per mettere mano alle tanto attese riforme, ragione per la quale l’elezione con questi poteri richiede il 75% dei consensi.

 

Altri candidati

E gli altri candidati? Al momento di ufficiali non c’è ne sono, il termine ultimo per avanzare ambizioni in tal senso scade domenica ed in questa direzione si sta muovendo la Lega di Serie A alla ricerca di un candidato da contrapporre a Gravina. Uno dei nomi più gettonati è quello di Massimo Moratti ex presidente dell’Inter.

Se cosi fosse, niente candidatura unica, ed in tutto questo chi al momento sta alla finestra in attesa degli eventi è l’Associazione Italiana Calciatori.

 

Come funziona l’elezione del Presidente della FIGC

Viene  eletto presidente al primo turno chi ottiene tre quarti dei voti, al secondo turno chi ne ha due terzi, al terzo scrutinio basta la maggioranza assoluta dei voti. Come si arriva al quorum?

I voti complessivi sono pari ad un totale di 516 in relazione a 279 delegati chiamati alla votazione del presidente della FIGC,  ciascuno di essi pesa in termini di voti secondo il peso della percentuale della propria componente. Eccoli nel dettaglio:

Serie A - 20 delegati, e il voto di ciascuno ne vale 3,09 per un totale del 12%

Serie B -  22 delegati e il voto di ciascuno ne vale 1,17 per un totale del 5%

Lega Pro – 60 delegati e il voto di ciascuno vale  1,46 per una somma complessiva del 17%

LND  - 90 delegati e il voto di ciascuno vale 1,95 per una somma complessiva del 34%

AIC - 52 delegati e il voto di ciascuno vale 1,98 per totale del 20%

AIAC – 26 delegati e il voto di ciascuno vale 1,98 per totale del 10%

AIA – 9 delegati e il voto di ciascuno vale 1,15 per un totale del 2%

 

 

 

Perché la Lega di Serie A cerca un altro candidato?

Forse è anche questione di strategie, che possano degnamente rappresentare i club della maggiore serie al fine di ottenere qualcosa di concreto nel programma delle riforme, dove la stessa Lega di serie A ha lavorato su un sistema che prevede “la modifica della governance della Figc, la riforma della giustizia sportiva, il miglioramento dell’attività della Covisoc, la modifica del format dei campionati, i temi del Club Italia, delle seconde squadre e della Serie A femminile”.

Una considerazione personale, Gravina è competente, equilibrato, persona seria, imprenditore e manager di alto profilo. Uno dei pochi che dalla mancata elezione di gennaio ad oggi è rimasto lucido con un grande senso di responsabilità, anteponendo al suo interesse quello del calcio italiano. In via Allegri c’è bisogno di gente così.

Leonardo La Cava