Federsupporter dà ragione a Ghirelli – Alfredo Parisi: ““La Cassa integrazione è possibile solo per la serie C”

L'analisi tecnico-giuridica dell’Avv. Massimo Rossetti
19.03.2020 21:26 di Leonardo La Cava   Vedi letture
Federsupporter dà ragione a Ghirelli – Alfredo Parisi: ““La Cassa integrazione è possibile solo per la serie C”

Riduzione degli stipendi di allenatori, dirigenti e calciatori è il nodo da affrontare per il calcio italiano nell’emergenza del coronavirus. E’ una questione che i diretti interessati hanno il dovere, sia morale che pratico, di mettere in discussione i loro stipendi. L’Italia intera è paralizzata, imprese e padri di famiglia sono chiamati a stringere la cinghia, il calcio non può sottrarsi dall’emergenza tenendo ovattati i nostri idoli della domenica. In altre nazioni il tema è già trattato con decisioni assunte.

In Francia Lione, Bordeaux e l'Amiens hanno annunciato la disoccupazione parziale per tutti i dipendenti, calciatori inclusi. L'Olympique spiega che questa misura è stata presa dopo la sospensione di tutte le attività a causa dell'emergenza coronavirus. I tesserati al momento percepiranno il 70% dello stipendio.

In Germania l’iniziativa è partita dagli stessi giocatori del Borussia Moenchengladbach a ridursi gli stipendi dopo la sospensione delle attività a causa del coronavirus che grazie a questa iniziativa, dovrebbe risparmiare circa un milione di euro al mese. Altri giocatori della Bundesliga hanno annunciato che seguiranno l’esempio.

In Svizzera clamorosa la decisione del presidente del Sion, l’imprenditore Christian Constantin, non nuovo ad atti eclatanti. Il numero uno del club, dopo il mancato accordo per la riduzione degli stipendi, ha licenziato otto giocatori tra cui due vecchie conoscenze della Serie A come Pajtim Kasami, ex Palermo, e Seydou Doumbia, ex Roma. Il mancato assenso ha portato alla decisione di licenziare, oltre a Kasami e Doumbia, anche Song, Ermir Lenjani, Xavier Kouassi, Mickaël Facchinetti, Christian Zock e Birama Ndoye.

E’ in Italia? Il presidente dell FIGC Gabriele Gravina ha richiesto uno sforzo ai tesserati con una riduzione che dovrebbe oscillare tra il 20/30%, mentre il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli ha paventato la cassa integrazione per i tesserati dei club di Serie C. Mentre Damiano Tommasi, presidente dell’AIC (Associazione Italiana Calciatori) prende tempo, dichiarando: "il tema sia ancora prematuro, considerando che prima bisogna parlare della sostenibilità del sistema". Sulla questione poche ore fa è intervenuto anche l’ex giallorosso Massimo Mauro: “E’ indispensabile che i calciatori facciano un grande sacrificio in questo momento difficile”.

Sul tema della riduzione degli ingaggi è intervenuto anche Alfredo Parisi, Presidente Federsupporter, aprendo una breccia nella via tracciata dal presidente di Lega Pro Francesco Ghirelli, quella della cassa integrazione per i tesserati della Serie C, spiegando come questa strada sia solo percorribile per questa categoria tirando in ballo l’analisi tecnico-giuridica effettuata dall’Avv. Massimo Rossetti, che spiega le caratteristiche del rapporto di lavoro calciatori-società.

“Con riferimento alla sospensione dei campionati di calcio a causa del coronavirus, ci si interroga sulle conseguenze di tale sospensione nella corresponsione delle retribuzioni ai calciatori, fermo restando che l’interrogativo si pone per tutti gli altri sportivi professionisti.

Secondo l’art. 2 della Legge n.91/1981, per sportivi professionisti si debbono intendere gli atleti, gli allenatori, i dirigenti tecnico-sportivi ed i preparatori atletici, che esercitano l’attività sportiva  a titolo oneroso con carattere di continuità.

Il lavoratore sportivo è qualificato come lavoratore subordinato cui non si applica la normativa sui licenziamenti individuali ex lege n.604/1966.

Ciò premesso, nel rapporto di lavoro subordinato resta sospeso l’esercizio della prestazione delle parti contraenti nel caso, come nella fattispecie oggetto di disamina, in cui l’attività produttiva resta sospesa a causa di eventi contingenti ed estranei alla volontà delle parti stesse.

In questo caso è sospeso l’obbligo del lavoratore di svolgere la propria prestazione lavorativa e. parimenti, è sospeso l’obbligo del datore di lavoro di corrispondere la relativa retribuzione.

Aggiungasi che, essendo il rapporto di lavoro subordinato un contratto con prestazioni corrispettive in base al quale la prestazione cui è tenuta una parte si giustifica in considerazione della controprestazione dell’altra parte, qualora si verifichi l’impossibilità parziale della prestazione di una parte per causa ad essa non imputabile, ai sensi e per gli effetti dell’art. 1464 CC, l’altra parte ha diritto ad una corrispondente riduzione della prestazione da essa dovuta.

Pertanto, nel caso che ci occupa, a fronte della impossibilità temporanea per il calciatore di prestare la propria attività per causa al medesimo non imputabile, corrisponde il diritto della società sportiva, datrice di lavoro, di non corrispondere la retribuzione dovuta per tale mancata prestazione.

Normalmente, in questi casi, interviene l’istituto della Cassa Integrazione Guadagni (C.I.G.) che integra, per l’appunto, la retribuzione persa dal lavoratore.

Per i calciatori e gli altri sportivi professionisti l’istituto della C.I.G. è di impossibile applicazione stante la peculiarità di tali lavoratori subordinati.

La C.I.G. è, infatti, funzionale a garantire al lavoratore ed alla sua famiglia le condizioni minime di una esistenza libera e dignitosa.

Tuttavia, poiché nell’ambito della categoria dei calciatori, vedasi il calcio cosiddetto minore, vi sono situazioni assimilabili, dal punto di vista economico, a quelle di un comune lavoratore dipendente, potrebbe prevedersi, con decretazione di necessità ed urgenza, che retribuzioni fino ad un certo importo determinato, non possano essere ridotte oltre il 10 per cento.

Potrebbe, altresì, prevedersi che, mediante accordo tra Lega Serie C, FIGC, AIC, venga istituita una sorta di Cassa Integrazione categoriale, alimentata da contributi posti a carico delle società e dei calciatori in grado di sopperire alle situazioni di cui sopra”