“C’era un ragazzo che come me”, la storia di Fausto Silipo raccontata in un libro

20.12.2014 09:31 di Redazione CatanzaroSport24 Twitter:    Vedi letture
Fonte: Rosita Mercatante
 “C’era un ragazzo che come me”, la storia di Fausto Silipo raccontata in un libro

Non è solo il racconto della storia di un calciatore, della sua carriera professionale e dei suoi goal. È molto di più. È la storia di un uomo, della sua vita, della sua adolescenza, della sua città, della sua famiglia e dei suoi affetti. Si tratta del libro, pubblicato da “Titani Editori”, dal titolo “C’era un ragazzo che come me” che porta la firma di Fausto Silipo. Classe 1949, catanzarese. A livello professionistico ha vestito le maglie di tre gloriose società: Genoa, Palermo, e soprattutto  dell’amata squadra giallorossa. L’attuale allenatore del Malta con la passione della musica, ha voluto consegnare alle pagine di un libro i tanti ricordi legati alla sua città e alla sua squadra. Alla presentazione del volume, svoltasi nella sala Culture della Provincia, oltre all’autore hanno preso la parola: il giornalista Gianni Bruni, in rappresentanza della Proloco di Catanzaro, l'editore Riccardo Colao, Agazio Loiero, ex presidente della Regione Calabria e amico di gioventù dello stesso Silipo che ha curato la presentazione del libro, e i calciatori Claudio Ranieri e Adriano Banelli. Ad affollare la platea tanti tifosi, giovani e meno giovani tutti accomunati da una fervente passione per il Catanzaro. Quando si parla del Catanzaro di ieri, quello che ha scritto pagine importanti della storia sportiva, il riferimento non può non essere ad alcuni nomi tra cui spicca quello di Fausto Silipo. Proprio lui ha disputato un campionato brillante diventando uno dei fautori della promozione in serie A. Da allora Silipo, ancora giovanissimo, aveva solo vent’anni, ha iniziato la sua carriera calcistica sempre in crescendo, e rappresenta, come pochi altri, un esempio di “corretteza, lealtà, rispetto e attaccamento alla maglia”. Con queste parole lo ha presentato Gianni Bruni aggiungendo: “l’obiettivo di questo libro non è quello di suscitare sentimenti di nostalgia bensì di far riaffiorare il ricordo di personaggi che ci hanno insegnato che il calcio è soprattutto impegno e sani valori”. A parlare più approfonditamente del volume è stato l’editore Colao. “Il libro è nato dopo che io e Silipo ci siamo ritrovati, prima telefonicamente - ha affermato -  e poi incontrati a Roma, quando mi ha fatto leggere due sue poesie. Ho avuto la conferma che non avevo di fronte il classico calciatore, quello che vive di pane e pallone. Ha un animo sensibile e una grande interiorità oltre all’indiscussa capacità sportiva”. Si tratta del racconto di un ragazzo nato a Catanzaro, proveniente da una famiglia modesta, che ha incontrato tante difficoltà per affermarsi, ma che non ha mai smesso di crederci fino a quando è riuscito ad emergere. Un racconto dal quale emerge un Silipo“inedito”, quello che, chi ha avuto modo di osservarlo dagli spalti non ha potuto scoprire. In un centinaio di pagine arricchite da materiale fotografico l’autore è riuscito anche a raccontare un vissuto appartenuto a tutti i catanzaresi. Oltre al calcio c’è spazio per le tradizioni e per il processo di avanzamento civile e sociale della città. Un passato rammentato, durante il suo intervento, da Loiero attraverso alcuni episodi salienti, come quello della grande festa in piazza Grimaldi per la promozione in serie A. “Nessuno all’epoca credeva - ha detto - che quella squadretta del Presidente Ceravolo, che aveva un acume particolare nella scelta dei giocatori, potesse arrivare nella massima serie. Determinante è stato il buon gioco”.  È stata poi la volta di Ranieri, che del libro ha visto la nascita assistendo alla sua stesura passo dopo passo e che ha definito Silipo un giocatore “anomalo”  a cui è sempre appartenuta una vena artistica espressa attraverso i disegno, la scrittura e il canto. Infine a parlare è stato l’autore che rispondendo ad una domanda rivoltagli da Colao ha spiegato il motivo per cui ha dato al libro un titolo che riprende l’incipit di una canzone di Gianni Morandi. Lo stesso pezzo che accompagnava le trasferte in pullman quando e che ieri sera ha simpaticamente intonato, coinvolgendo i presenti, facendolo diventare la colonna sonora di una serata in cui tanti vecchi amici si sono stretti in un caloroso abbraccio.