Catanzaro e Messina, la rivalità tra le due tifoserie è più che ventennale

08.04.2015 20:27 di Rosita Mercatante  articolo letto 1949 volte
Catanzaro e Messina, la rivalità tra le due tifoserie è più che ventennale

Domenica al “Ceravolo” è di scena il Messina, per quello che si appresta essere un match focoso, sia per quanto riguarda la classifica dei siciliani, alla disperata ricerca di punti salvezza, sia per quel che riguarda il rapporto tutt’altro che idilliaco fra le rispettive tifoserie. La rivalità fra i supporters delle due squadre, entrambe giallorosse, è poco più che ventennale. Correva il campionato 1984/85, esattamente il 2 dicembre 1984. All’undicesima giornata il Messina ospitava il Catanzaro fra le mura amiche per un incontro fra due squadre con obiettivi di promozione in Serie B. Due giornate prima le aquile avevano travolto il Cosenza 4-1 in casa ed i tifosi dei lupi la settimana successiva avevano stretto un gemellaggio proprio con i tifosi del Messina. Quell’incontro finì con un 2-2. Ne seguirono scontri fra tifosi messinesi e catanzaresi nella sfida del “Celeste”, terminata 1-0 per i padroni di casa, grazie alla rete “illustre”, firmata Totò Schillaci. Il ritorno al “Ceravolo”, finì 4-2 per le aquile, che vendicarono la sconfitta dell’andata. Alla quartultima giornata, la capolista ospitava la terza forza del torneo. Aprì un’autorete di Bellopede, che portò in vantaggio il Catanzaro, subito pareggiata da Ranocchi. Bagnato riporta in vantaggio i padroni di casa in chiusura di primo tempo. In apertura di ripresa Catalano riporta il match in equilibrio su rigore; un’altra autorete, stavolta di Anellino ed il rigore di Cascione a tre minuti dal termine, portano l’incontro sul 4-2 definitivo. I calabresi verranno promossi in Serie B, insieme al Palermo, mentre il Messina rimarrà con l’amaro in bocca. Dopo quel torneo, gli incontri che seguirono fra le compagini giallorosse, furono sempre da “bollino rosso”. Nella serie B dell’87-’88 terminò come tre anni prima,  con la sola differenza che si giocò prima in Calabria, dove finì 2-0, mentre in Sicilia, fu 1-0 per il Messina.  Per intenderci fu la stagione “dannata” per le aquile che andarono vicinissime alla promozione in Serie A. Nel torneo successivo allo 0-0 del “Ceravolo”, seguì il perentorio 3-0 per i messinesi in casa. Nel ’89-’90, il Messina si impone con un doppio 1-0. In questo campionato, l’US retrocederà come ultimo in C1, mentre i siciliani si salveranno allo spareggio. Se il Catanzaro iniziò la lunga agonia della C2, ai giallorossi messinesi, non andò meglio, dovendo fare i conti con un fallimento, che li costrinse a ripartire dai dilettanti. Le due compagini, si rincontrarono nella stagione ’98-’99. Fu un torneo molto simile a quello famoso dove cominciò la vera rivalità fra le tifoserie. Entrambe lottavano per la promozione (anche se in C1), ed invece del Palermo, l’altra siciliana a mettere i bastoni fra le ruote era il Catania. Alla settima giornata in Sicilia, le aquile si impongono 1-2 con rete in apertura di Criniti, illusorio pareggio di Torino per i padroni di casa e gol allo scadere di Marsich. Alla ventiquattresima al “Ceravolo”, il Catanzaro è la vicecapolista, staccata di sole due lunghezze dal Catania, mentre il Messina è terzo a due punti dall’US. Il match è agguerrito ed in una Catanzaro blindata, i siciliani vendicano il risultato dell’andata imponendosi 1-2 con reti nel primo tempo di Delnevo e di Torino; inutile fu il gol di Marsich nella ripresa.  Il verdetto del torneo, fu che entrambe rimasero all’asciutto, perché a salire furono il Catania ed il Benevento ai play-off, dopo aver eliminato prima i giallorossi calabresi e successivamente quelli siciliani in finale. Nel campionato dopo fu tutto diverso. Il Messina conquistò una promozione meritatissima, mentre il Catanzaro concluse a metà classifica. Il pregio delle aquile fu quello di non aver perso in nessuno dei due incontri, che terminarono, entrambi col segno X. Il 19 dicembre del 1999 dopo numerosi scontri fra le tifoserie finì 2-2, con le aquile sotto di due reti e brave a recuperare. A Messina invece Kamarà, inchiodò il risultato sull’1-1. Fra i siciliani giocava un certo Corona. È da allora che non si incontrano le due compagini in campionato. Per il Messina, prima del fallimento targato Franza, fu l’inizio dell’ascesa verso la Serie A. Il rapporto fra le tifoserie, però è rimasto inalterato. Infatti, nell’occasione della gara dello scorso torneo in Coppa Italia di Lega Pro, del 28 agosto, a Messina, ci furono numerosi incidenti, con alcuni tifosi catanzaresi finiti  in ospedale. La partita, finita 1-0 per i padroni di casa, passò in secondo piano, perché a tenere banco fu la “guerriglia” fra i rispettivi supporters. In occasione dell’andata - terminata 1-1 con reti di Stefani su rigore, per fallo di Rigione, che poi pareggerà al ’93 – il caos si è scatenato  quando i supporter calabresi, appena scesi dall'imbarcazione, non hanno trovato i bus che li avrebbero dovuti portare allo stadio. E se i messinesi sono entrati in contatto con i rivali lanciando oggetti e brandendo cinghie, i catanzaresi hanno risposto lanciando bottiglie. E' volata anche qualche pietra, ma nessuno è rimasto ferito. Poi l’intervento della polizia ha disperso i tifosi siciliani e ha consentito di far salire i calabresi sui taxi precettati dalle autorità. A fine gara però i tassisti hanno rifiutato di prendere a bordo i tifosi del Catanzaro, creando problemi di ordine pubblico attorno allo stadio. Domenica mancheranno gli ultras dei giallorossi in seguito alla decisione di autosospendersi, ma il rischio di incidenti è molto alto. La speranza è che possa essere “solo” una normale partita di calcio, anche se le premesse sono tutt’altro che rassicuranti, visti i precedenti.

Rosita Mercatante