Catanzaro, è l’anno zero: si ricomincia col sogno della serie B

Nuova proprietà, cessioni importanti ma la voglia di rinascere
 di Redazione CatanzaroSport24 Twitter:   articolo letto 4682 volte
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
Catanzaro, è l’anno zero: si ricomincia col sogno della serie B

La prima società calabrese ad andare in Serie A, l’impianto sportivo più antico della terra calabra col Nicola Ceravolo costruito nel 1919 e prossimo ad uno storico centenario, una finale di coppa Italia e due settimi posti nel massimo campionato: quanto sono lontani questi tempi, quanto voglia c’è di grande calcio, ancora una volta, a Catanzaro. La speranza che tutto ciò possa quanto prima di nuovo accadere esiste e le ragioni trovano radice nella nuova proprietà che ha deciso di abbracciare la città Capoluogo e riportarla nelle parti nobili del calcio italiano. La Noto Holding ha rilevato il Catanzaro dalla famiglia Cosentino, affidandosi al tecnico Alessandro Erra e al nuovo direttore sportivo Piero Doronzo, barlettano e che all’Andria nell’ultima stagione ha sfiorato i miracolosi playoff, sfuggiti solo nell’ultima giornata.

Tutti i presupposti ci sono per fare bene, per migliorare un ultimo difficile campionato fortunatamente conclusosi con la permanenza in Lega Pro. Una diciottesima posizione ottenuta in affanno, un playout da brividi con la Vibonese, lo svantaggio recuperato all’andata per una rimonta fondamentale in ottica ritorno, che ha sancito poi la definitiva salvezza dei giallorossi in Lega Pro. Era il girone più difficile, quello C, temutissimo e colmo di piazze storiche: da Lecce a Foggia alle corregionali Reggina e Cosenza. 

Il calciomercato del Catanzaro deve ovviamente ancora decollare, c’è un nuovo ds da pochi giorni ed una nuova proprietà da due settimane. Nel frattempo però si devono registrare di già due eccellenti addii: quella prevista, per fine prestito, del difensore centrale ex Palermo Giuseppe Prestia, passato al Francavilla. Soprattutto però fa notizia la cessione del terzino sinistro Di Chiara al Perugia, per l’importante cifra di 600 mila euro, sebbene si poteva anche ottenere di più dall’addio di un giocatore così importante: in tal senso il passaggio di proprietà non ha di certo favorito la possibilità di richiedere un impegno economico maggiore per il trasferimento del giocatore.

Resta di certo una cifra importante per la categoria, che testimonia la crescita generale del movimento italiano a partire dalle leghe inferiori. Un miglioramento rilevabile fino ai top club italiani, che nella scorsa estate di mercato hanno piazzato vari giocatori nella top 11 più costosa: da Marcos Alonso a Pogba, fino al passaggio di Higuain alla Juventus. Torino, anche grazie al grande mercato di Cairo, ha occupato il podio in terza posizione fra le metropoli che più hanno visto passaggio di danaro nel Vecchio Continente. Al quarto posto Milano, capace di precedere Barcellona e Liverpool, fino al settimo posto romano, davanti a colossi come Madrid e Dortmund. 

Questa estate sembra confermare il trend intrapreso l’ultima estate, con un Milan già protagonista con 7 acquisti e l’arrivo di Douglas Costa alla Juventus: in attesa che Suning porti all’Inter i grandi acquisti attesi per la rifondazione.