I tifosi GialloRossi non sfigurano al "Partenio"

Nonostante la sconfitta sul campo per 2-0 i tifosi del Catanzaro si fanno apprezzare e rispettare anche sugli spalti di Avellino
 di Paolo Vaccaro  articolo letto 1583 volte
I tifosi GialloRossi non sfigurano al "Partenio"

Il penultimo turno del girone d’andata ha messo sul cammino del Catanzaro l’ostacolo Avellino. Trasferta amarcord, si diceva alla vigilia, per i noti trascorsi delle due compagini in categorie più gloriose. Differenti anche gli stati d’animo e di forma con le quali si arriva al match: Avellino voglioso di fare bottino pieno e in odore di primato e vetta solitaria in classifica, Aquile in rimonta dopo tre vittorie e un pareggio nelle precedenti quattro gare di campionato.
I tifosi, che da tempo mettevano Avellino in testa alle trasferte da fare in questa stagione, sono arrivati nella cittadina campana con largo anticipo, nonostante i quasi 400 chilometri, ore e ore di viaggio, pronostici e soste all’autogrill. Il parcheggio a noi riservato è ampio, mentre invece l’ingresso al settore ospiti è un piccolo cancello giallo e se c’è fila, questa arriva persino a bloccare la strada adiacente. Nessun problema con i biglietti: stranamente, per i tesserati non vale l’iniziativa “porta un amico”, ma ci si avvia lo stesso verso il botteghino locale dove ci fanno i tagliandi del settore ospite anche senza tessera, e anche se la residenza sul documento dice “Catanzaro”. In barba a decreti, osservatori per le manifestazioni sportive e direttive per l’accesso agli impianti, entriamo nel settore ospiti né tesserati, né accompagnati.
La partita inizia con qualche minuto di ritardo, data la grande fumogenata bianco-verde degli ultras campani. Apprezzata anche dagli ospiti, tra i quali il commento più gettonato è “Bello sto profumo, mi mancava…”
Comincia la partita, il Catanzaro sembra ben disposto in campo e tiene bene il gioco, l’Avellino da parte sua nei primi minuti si limita ad agire di rimessa e in contropiede. Nel settore ci raduniamo in un centinaio: ennesima bella prestazione vocale, perché ci sentiamo e facciamo di certo una gran bella figura. Lunghe, invece, sono le pause dei locali. Sarà perché molti avellinesi non ci sono, perché rimasti affezionati al fallito Avellino 1912, sarà perché il settore ospiti è coperto e rimbomba, sarà perché abbiamo il vento a favore…. Sarà semplicemente che siamo gli UC’73 e dovunque non sfiguriamo. Cantiamo per tutti i novanta minuti e oltre, ancora di più dopo che l’arbitro manda sotto la doccia anzitempo Sirignano. Come da consuetudine, ormai, subiamo il gol dopo pochi minuti dall’inferiorità numerica. La tifoseria avellinese, oltre ad avere numerosi diffidati, infatti, paga l’autosospensione di gruppi storici quali GreenStars e Cruels. Etichettare gli avellinesi come tifoseria mediocre è un’eresia: come se non bastasse già la coreografia iniziale, infatti, dopo il vantaggio si scatenano, con sciarpate, cori possenti e lunghi battimani.
Anche sotto di due gol, i tifosi GialloRossi cantano a squarciagola. Al triplice fischio finale, la sensazione però era quella di aver lasciato tre punti per strada, tre punti da recuperare subito, già sabato contro il Gubbio, per regalare un sereno Natale GialloRosso e una classifica che sorride ai tanti tifosi che si presenteranno al “Ceravolo” per l'ultima del 2012. In attesa dei colpi gi gennaio, l’augurio è quello di finire al meglio l’anno per poi ripetere la straordinaria cavalcata dello scorso campionato, vincenti e imbattuti nell'intero girone di ritorno.
Vincere per noi tifosi. Vincere per presidente, allenatore e staff tecnico. Vincere, però, soprattutto per Massimo Capraro, a cui gli Ultras Catanzaro dedicheranno una suggestiva coreografia. Gli UC si augurano una massiccia presenza, per onorare al meglio chi ha perso la vita per i nostri colori. E allora, sabato tutti in curva, noi Siamo la Massimo Capraro!