Catanzaro e i dolci "baci" di Perugia

La trasferta al "Curi" raccontata dal nostro inviato
 di Redazione CatanzaroSport24  articolo letto 1869 volte
Fonte: Paolo Vaccaro
Catanzaro e i dolci "baci" di Perugia

E’ già mercoledì e tra i tifosi GialloRossi cresce l’attesa per l’importante sfida di domenica prossima al “Ceravolo” contro il Prato. E’ già mercoledì, ma il ricordo della domenica appena passata in Umbria è ancora presente. Perugia, città capoluogo, con le sue stradine caratteristiche, le bellissime chiese antiche, i palazzi maestosi e la sua storia millenaria è meta di tanti turisti e visitatori. Perugia, che col suo aspetto da piccolo borgo medievale fortificato, custodisce tesori artistici e monumentali. A Perugia ha sede una delle più antiche Università degli Studi della penisola, fondata nel 1308. A Perugia si celebrano l’Umbria Jazz e l’Eurochocolate.
Cosa più importante, però, Perugia porta bene al Catanzaro! Dopo la vittoria dello scorso anno, infatti, gli uomini di mister Cozza ripetono l’impresa ed espugnano il “Renato Curi” con un perentorio 2-4. Sotto una pioggia battente e contro i favori del pronostico, la squadra tante volte paventata come un gioiello dal presidente Cosentino, si svela davanti agli occhi dei presenti, lasciandosi scoprire in tutto il suo splendore.
Distante più di 750 km e almeno 8 ore di viaggio, Perugia ha esaudito il sogno di tutti quei giallorossi che si sono riuniti nel settore riservato alla tifoseria ospite e di quelli che si sono camuffati in tribuna, di quelli che hanno creduto nella vittoria, hanno cantato, si sono bagnati e sgolati per aiutare i ragazzi a portare a casa un preziosissimo bottino che sul 2-2 sembrava sfuggire di mano. A fine partita il pensiero unanime che si leggeva sulle facce dei presenti era chiaro: “Sognavo una domenica e una trasferta così…”
Entriamo nello stadio, sembra il remake di Perugia-Juventus data l’abbondanza della pioggia. Qui i bianconeri hanno lasciato uno scudetto, noi invece ne usciamo da vincitori. Fin dall’inizio la squadra gioca ordinatamente bene e, finalmente, beneficiamo anche noi di un episodio favorevole. Russotto si conferma giocatore di categoria superiore e procura rigore ed espulsione del portiere, “Terminator” Fioretti risfodera la sua Gatling e con freddezza ci porta in vantaggio. Alla mezzora entrano finalmente gli Ultras e, come a rimarcare l’importanza della loro presenza fisica e canora, raddoppiamo con Ulloa. Squillace si traveste da Bolt e mette in mezzo una palla che deve solo essere spinta in rete. Si va all’intervallo sopra di due gol. L’arbitro manda tutti a prendere un tè caldo. Tutti tranne noi, visto che non c’è né un bar né qualcuno che venda una misera bottiglietta d’acqua o un borghetti.
Partita e umori cambiano a cavallo del primo quarto d’ora della ripresa: Sirignano prima atterra Ciofani, con Clemente che dimezza dal dischetto il nostro vantaggio, e poi si fa espellere per un fallo che, rivisto, appare davvero troppo ingenuo per un giocatore del suo calibro, per giunta già graziato del secondo giallo in occasione del penalty. Esce il capitano e sulla punizione prendiamo il gol. Tozzi Borsoi si arrampica in cielo e pareggia. Tutto da rifare e ultimi minuti da giocare dieci contro dieci.
Si dice che la storia è fatta di corsi e ricorsi. Niente di più vero: il Catanzaro si traveste da Pisa e Nocerina e un attimo dopo aver subito il gol ripassa in vantaggio. Quadri pennella un calcio d’angolo talmente perfetto che in molti giurano si trattasse di Palanca in persona a batterlo. Lui, “Piedino di fata”, “Piedino di Biancaneve” o “Piedino e basta”. Semplicemente O’Rey.
L’armata bianco-rossa è ammutolita. Dal megafono, il nostro capo-ultras ci incita a dare tutto: “Dai, facciamogli sentire il nostro coro, il coro più bello d’Italia”. E via, parte “Siamo la Massimo Capraro e mai nessun ci fermerà”… Semplicemente da brividi.
Manca poco, ma c’è ancora tempo per vedere una gomitata rifilata a Masini con conseguente cartellino rosso e una maratona di Fiore che si fa tutta la fascia e crossa un pallone che termina la sua corsa in fondo al sacco dopo una deviazione. E’ il tripudio. Il quarto gol decreta la fine della paura e dal boato giallorosso pure i casellanti di Orte capiscono che “Ricomincia la samba”.
“Ciccio Cozza uno di noi!” fa tremare i cancelli della Perugina, mentre l’arbitro sancisce la vittoria con un triplice fischio finale che definire liberatorio è poco. I ragazzi, lo staff, i massaggiatori e i dirigenti vengono sotto la curva a ricevere il meritato omaggio. Si, vi vogliamo così…
Ci si avvia all’uscita e gli UC’73 concludono la loro ennesima ottima prestazione vocale e di sostegno con uno dei cori più importanti della giornata: “Giustizia per Gabriele”.
Ci salutiamo, felici. Ognuno riprende la propria strada: chi verso il nord, chi verso Roma, chi verso Firenze. Chi rimane in città, a visitare la Galleria Nazionale, il Pozzo Etrusco, la Fontana Maggiore o a passeggiare per Corso Vannucci sotto una pioggia dolcissima. Chi si intrufola in una festa universitaria, chi si ristora con una cioccolata calda anche se l’Eurochocolate è finito da un mese. E, ovviamente, chi si rimette in viaggio verso Catanzaro, pronto a sorbirsi altri 750 km e ore e ore di rettilinei, curve, autogrill, deviazioni e buio. Tra cori e allegria, già si pensa a battere il Prato domenica prossima.
La società ha dimostrato di esserci, la squadra di crederci e i tifosi non faranno mai mancare il loro sostegno. E allora: C’mon Eagles, ricominciamo a volare!

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