La Dottoressa Rita Tulelli " L'ultima salvezza in Serie B e la fine dell'era Albano"

Quarto appuntamento della lunga intervista sulla storia giallorossa del Presidente dell'Associazione Universo Minori grande tifosa giallorossa
18.06.2017 11:48 di Domenico Sorrentino  articolo letto 1800 volte
La Dottoressa Rita Tulelli " L'ultima salvezza in Serie B e la fine dell'era Albano"

Gli ultimi due campionati di Serie B dopo la Serie A mancata?

Dopo la beffa dell’anno precedente nell’ambiente si attende un’altra stagione da protagonisti. La squadra affidata a Burgnich che torna a Catanzaro dopo sette anni, viene ridisegnata, ma mettendo sul piatto della bilancia arrivi e partenze vanno via oltre a Guerini Marco Rossi, Cristiani e Iacobelli, Masi) la squadra si è smarrita nonostante avessimo preso Rebonato e Sacchetti e Miceli nel mercato autunnale mentre i senatori rimasti offrono una certa garanzia. Il campionato inizia a rilento e si collezionano troppi pareggi alla fine saranno 19 con ben quindici 0-0 e Burgnich viene esonerato un po’ frettolosamente alla prima sconfitta. Torna a distanza di dodici anni Gianni Di Marzio, chiaramente ben accolto dalla tifoseria nel quale rimette le sue aspettative, ma dopo i primi promettenti risultati i giallorossi si smarriscono, anche se pur non convincendo occupano una posizione di medio-alta classifica. La sconfitta di Udine alla fine del girone di andata è il preludio ad un girone di ritorno incolore dove un finale di stagione abbastanza deludente costringe le aquile ad arrivare matematicamente alla salvezza solo all’ultima giornata. Probabilmente nel 1990 una retrocessione annunciata Albano punta su Fausto Silipo alla prima esperienza come tecnico e crede di avergli consegnato una Ferrari, ma in realtà tra qualche giovane promosso dalla primavera e giocatori che provengono dalla Serie C sembra un paragone azzardato. La squadra appare molto indebolita rispetto a un anno addietro, basta considerare solo la partenza di Zunico e non sono certo i ritorni di Gregorio Mauro e Lorenzo nel mercato autunnale ad elevare lo spessore della squadra, aggiungendoci che Rebonato peggiora in non già brillante rendimento del campionato precedente e che Palanca ormai non può più fare miracoli ed il quadro si completa. Dopo un’illusoria vittoria sul Pisa si scivola via verso il fondo della classifica senza più rialzarsi. C’è anche un intermezzo di G.B Fabbri dopo un temporaneo esonero di Silipo, ma non si ha mai l’impressione di una possibile rimonta, solo qualche partita dì orgoglio tipo la vittoria esterna di Reggio Emilia, ma niente di più. Da ricordare l’ultima di Palanca nella giornata finale contro il Barletta desolante contesto per l’addio al calcio del campione tutto nostro. E gli anni avvenire saranno amarissimi per i colori giallorossi”

L’anno dopo arriva la retrocessione a tavolino in Serie C2?

Il torneo di Serie C1 1990-91 con la retrocessione evitata sul campo ma sancita dalla CAF è da ricordare sia per l’incredibile epilogo e sia perché ha inciso notevolmente sul futuro della storia giallorossa. Il Catanzaro inizia il campionato in sordina e giornata dopo giornata si trova sempre più invischiato nella lotta salvezza. Le difficoltà si possono riassumere con i vari avvicendamenti sulla panchina delle aquile Claudio Sala, Brignani ancora Sala, che rientra proprio nella partita incriminata di Terni per poi venire esonerato dopo la pesante sconfitta di Sassari, per arrivare alla fine alla vecchia gloria Gennaro Rambone al quale va il merito di un finale di stagione in crescendo che permette(decisiva la vittoria a Siena all’ultima giornata) di giocarsi il tutto per tutto nello spareggio contro il Nola, che con il Giarre(salvo per la classifica avulsa) condivide il quart’ultimo posto. Nel frattempo è in sospeso il pronunciamento della CAF sulla responsabilità della società giallorossa su un presunto tentativo di illecito sportivo nella partita di Terni finita 2-2 con i rossoverdi che realizzano il pareggio solo allo scadere, comunque non ci si preoccupa più di tanto dato che la disciplinare aveva scagionato l’U.S e anche la stessa lega decide di far disputare la gara.  Si gioca a Lecce il 16 giugno e la tifoseria dimenticando le amarezze di una stagione, si mobilita per sostenere a dovere la squadra guidata da Rambone, quasi come se non si trattasse di uno spareggio retrocessione di C1. Allo Stadio di Via del Mare erano 6.000 cuori giallorossi a battere. La partita inizia malamente, i napoletani vanno subito in vantaggio e il Catanzaro non sembra riprendersi dal goal al freddo stentando di organizzare una reazione. Rambone getta nella mischia alla mezz’ora Coppola, ma si va al riposo con il risultato di 0-1. Nella seconda frazione di gioco i giallorossi gettano il cuore oltre l’ostacolo entra procopio la squadra sembra più sbilanciata in avanti al 66’ pareggia Coppola di testa poi Mollica trova la zuccata vincente ed è l’apoteosi. Purtroppo la beffa è dietro l’angolo e nessuna se l’aspetta qualche giorno dopo arriva la sentenza della CAF che toglie tre punti al Catanzaro retrocedendo al terz’ultimo posto e rendendo nullo lo spareggio”.

Arriva il primo campionato della storia del Catanzaro in Serie C2

Primo campionato di Serie C2 della storia delle aquile dove si ritornano a sfidare squadre con cui bnon si giocava da una quarantina di anni. Rambone e buona parte della squadra vengono riconfermati e un confortante inizio fa presupporre che in questa categoria si è soli di passaggio, ma purtroppo i problemi non tarderanno ad arrivare. Il pareggio casalingo contro il fanalino di coda Campania da il via ad una serie di risultati negativi che fanno scivolare i giallorossi in classifica e alla fine del girone di andata con la prima vittoria in trasferta a Castellamare di Stabia relegano il Catanzaro al sesto posto in classifica. La musica cambia nel girone di ritorno con il cambio in panchina Selvaggi-Rambone dove i nostri compiono una rimonta che si tronca sul più bello. Dopo la sconfitta di Torre del Greco, i punti di distacco dalla seconda piazza sono ancora quattro, ma una serie di sconfitte negli scontri diretti danno una svolta al torneo, arrivano infatti la vittoria in casa sul Potenza, il pareggio sul neutro di Reggio Calabria contro la Vigor e soprattutto la vittoria contro la Lodigiani, che consentono al Catanzaro di vedere da vicino la zona promozione. Lo stop determinante arriva ad Altamura e con il pareggio casalingo contro il Trani i tifosi giallorossi incassano la prima di tante delusioni che questa categoria non sarà mai avara di riservare da ricordare che Mollica sarà il capocannoniere del torneo”.

Si arriva al 1995 alla fine dell’era di Pino Albano?

Nel 1992-93 campionato deludente, contrassegnato, più che altro, da uno schizzofrenico avvicendamento di allenatori sulla panchina giallorossa. Confermato Selvaggi al termine della precedente stagione, i giallorossi partono bene e vanno in testa, ma i dissapori tra il tecnico e la società portano al suo allontanamento generando il malumore della tifoseria. La squadra viene affidata a Banelli e già da questo primo cambio i giallorossi perdono irrimediabilmente terreno in classifica. Verso il finale d’andata si registra un piccolo sussulto con il Catanzaro che cerca di recuperare punti sulle prime, ma se qualche tifoso aveva speranze di rimonte, queste vengono subito deluse da un inizio di ritorno che praticamente coincidono con la gestione Dal Fiume disastroso in otto gare si collezionano sei sconfitte di cui quattro consecutive. Il risultato in classifica a dir poco preoccupante, inevitabile il ritorno di Banelli che porta il Catanzaro in una zona più sicura per raggiungere quanto prima una modesta salvezza. L’ultimo campionato della gestione Albano si conclude in maniera anonima con un valzer di vecchie glorie giallorosse, nel 1995 Albano lasciò lamentando una scarsa collaborazione con il tessuto sociale catanzarese e la società fu acquistata Giuseppe Soluri”.