La Dottoressa Rita Tulelli: " Dalla prima Serie A alla fine dell'era Ceravolo"

Seconda parte della lunga intervista sulla leggenda giallorossa da tramandare alle nuove generazioni di tifosi
04.06.2017 09:21 di Domenico Sorrentino  articolo letto 1459 volte
La Dottoressa Rita Tulelli: " Dalla prima Serie A alla fine dell'era Ceravolo"

Seconda parte della lunga intervista alla Dottoressa Rita Tulelli sulla storia del Catanzaro:

 

Nel 1971 fu la prima Serie A per Catanzaro e la Calabria

“A soli 5 anni di distanza dall’incredibile performance in Coppa Italia, i giallorossi centrarono la prima, storica, promozione in serie A. In un crescendo di entusiasmo e commistione fra squadra e tifoseria, il Catanzaro, abilmente guidato da Gianni Seghedoni, fu autore di una stagione straordinaria culminata con la vittoria contro il Bari nello spareggio promozione di Napoli. A decidere l’incontro fu un gol di Angelo Mammì a pochi minuti dal termine. Una città intera impazzì. I festeggiamenti durarono giorni in uno stato di euforia irrefrenabile: un tifoso percorse la città in ginocchio per assolvere il suo voto, ad esempio, e, sempre per rendere l’idea, una A giallo-rossa innalzata per celebrare la promozione, su Corso Mazzini, rimase al suo posto per diversi mesi. I giornali titolavano “Catanzaro in A: è la fine del mondo”.

 

L’esordio nell’olimpo del calcio?

“L’anno successivo il Catanzaro retrocesse, ma non fu una stagione deludente. Diverse grandi prestazioni, unite ad un grande cuore messo in campo dai giocatori in ogni partita, resero l’annata comunque indimenticabile. La gioia più grande della stagione per i tifosi calabresi fu la vittoria contro la Juventus. Ancora un gol di Angelo Mammì, con un tuffo di testa allo scadere, regalò ai giallorossi la prima vittoria in serie A. Lo stadio impazzì ed è esilarante quanto accadde in tribuna stampa quando un tifoso raggiunse Ameri. Ecco la radiocronaca del gol con il buffo contorno: Siamo al secondo tiro dalla bandierina, è ancora una volta Braca che si incarica di effettuare il tiro, parte in questo momento il tiro rasoterra…… RETE, ha segnato il Catanzaro, tocco di testa di Mammì… Mammì ha sorpreso tutti buttandosi in tuffo ed ha segnato. Il Catanzaro ha segnato a circa sei minuti dalla conclusione. Ecco che la folla è in delirio e qualche spettatore si affaccia…A questo punto si udì  indistintamente un urlo (“Gooool”)  che Ameri commentò così: Un tifoso, addirittura, è voluto entrare nella nostra cabina ed ha gridato … l’entusiasmo, voi comprenderete…. il goal che segna il Catanzaro…. è molto tempo che la squadra non segnava ed il pubblico è in delirio . Quindi a cinque minuti dal termine Catanzaro 1 Juventus 0…. a voi Bergamo”

Nonostante la retrocessione il Catanzaro sfidò il Santos di Pelè?

“Nell’estate successiva l’entusiasmo, nonostante la retrocessione, non si spense e il Catanzaro si recò negli Stati Uniti per disputare un tournée estiva che li vide affrontare anche il Santos di Pelè per un’altra giornata memorabile del calcio catanzarese”.

Di Marzio la nuova Serie A?

“L’ennesima intuizione felice di Ceravolo si chiamò Gianni Di Marzio. Il mister napoletano, poco noto fino ad allora, riuscì a creare una perfetta alchimia fra città e squadra, conducendo il Catanzaro a lottare immediatamente per il ritorno in A. Claudio Ranieri, Nemo, Vichi e, soprattutto, l’astro nascente Palanca furono gli uomini cardine della squadra calabrese. Nella stagione ’74-75 i giallorossi persero per uno a zero lo spareggio decisivo contro il Verona a Terni: questa sconfitta conferì ancor più rabbia all’undici di Di Marzio che, l’anno dopo, grazie alle reti della coppia Improta-Palanca, tornò in A. Anche in questo caso però il sogno durò poco e il Catanzaro retrocesse a causa di alcune scelte di mercato che si rivelarono errate e, anche, per diversi problemi finanziari che erano emersi in seno alla società. Di Marzio coronò il suo sogno di allenare il Napoli lasciando Catanzaro. La squadra venne in buona parte rifatta e affidata a Giorgio Sereni che, grazie alla coppia Rossi-Palanca (28 goal in due), riportò immediatamente le aquile in A per la terza volta”

Cinque anni di Serie A e la fine dell’era Ceravolo?

“Ceravolo, all’ennesima intuizione giusta, affidò la panchina al verace Carletto Mazzone per la stagione ’78-79. Il tecnico romano, aiutato da una campagna acquisti finalmente incisiva (vennero acquistati Sabadini, Turone e Braglia, fra gli altri), chiuse al nono posto raggiungendo la semifinale di Coppa Italia dove venne sconfitto dalla Juve. Fu questa l’ultima stagione con l’avvocato Ceravolo alla guida della società: un ventennio che è e sembra destinato a rimanere come il periodo di massimo splendore per il calcio catanzarese. Il “presidentissimo”, molto amato dai suoi concittadini e dai suoi collaboratori (inclusi i calciatori), venne sostituito da Adriano Merlo, imprenditore a capo del gruppo che deteneva la maggioranza delle quote societarie.  A Nicola Ceravolo è stato intitolato lo stadio cittadino. Le gestione Merlo si aprì con una retrocessione e un successivo ripescaggio a seguito della retrocessione a tavolino di Milan e Lazio per il calcioscommesse. Il pericolo scampato fu utile alla società per capire dove intervenire e venne creato un team con alcuni acquisti di spessore (Massimo Mauro, Borghi, Sabato ecc.ecc.), guidato da Tarcisio Burgnich e Bruno Pace poi. Il Catanzaro fu autore dei due suoi migliori campionati chiusi con un ottavo e un settimo posto (nonostante la partenza verso Napoli, nel secondo anno, di bomber Palanca). Nella stagione ’81-82, poi, il Catanzaro arrivò a giocare un’altra semifinale di Coppa Italia, venendo fermato solo dall’Inter. Numerosi, in questi anni, i successi contro squadre blasonate. Sotto i colpi del Catanzaro caddero: Juve, Milan (nell’ ’81-82 sia all’andata che al ritorno), Lazio (più volte, clamoroso il 5-0 dell’87-88), Roma (celebre l’1-3 all’Olimpico) e Torino. A mettere la firma su tutte queste vittorie giallorosse è stato sempre un baffuto attaccante di 169 centimetri, Massimo Palanca”.