Claudio Ranieri, l’ex del Catanzaro dei miracoli

 di Redazione CatanzaroSport24 Twitter:   articolo letto 3428 volte
© foto di Federico De Luca
Claudio Ranieri, l’ex del Catanzaro dei miracoli

Si può essere una formazione storica pur militando adesso in Serie C? Il Catanzaro, nel suo piccolo, lo è eccome. La società calabrese, che ha disputato in tutto 7 stagioni in Serie A di cui 5 di forma consecutiva, è stata la prima squadra della sua regione a militare nella massima serie italiana e vanta, oltre a un temporaneo piazzamento tra le prime quattro nella stagione 1980-81, anche due settimi posti consecutivi proprio in quel periodo di tempo, per non parlare della finale di Coppa Italia raggiunta nel 1965-66. In molti di questa squadra dai colori giallorossi ricorderanno soprattutto Massimo Palanca, celebre attaccante bravissimo a segnare dalla bandierina del calcio d’angolo (13 in tutta la sua carriera, un vero e proprio record), e miglior marcatore della storia del club calabrese con 70 reti all’attivo. Tuttavia, in pochi sanno che è Claudio Ranieri è il giocatore che con la maglia del Catanzaro detiene il record di presenze: 225, tra il 1974 e il 1982, con 8 reti all'attivo. L'allora terzino giallorosso non avrebbe mai potuto immaginare che il futuro gli avrebbe riservato una grandissima sorpresa nel periodo meno fortunato per lui come allenatore.

Questo perché vie del calcio sono infinite, come spesso si dice. E in effetti è difficile trovare uno sport più popolare e celebre nel quale si possono avere tantissime possibilità di successo, sconfitta o ripresa. E così è stato per Ranieri, che dopo aver terminato la sua carriera da calciatore nel Palermo, iniziò nel 1986-87 la carriera da tecnico presso la Vigor Lamezia, dimostrano un amore viscerale verso la Calabria, sua terra di adozione. E poco a poco, nel nuovo vestito da allenatore, accompagnato anche da un'intelligenza fuori dal comune e da un'educazione elevatissima, Ranieri si è fatto strada a livelli altissimi, iniziando con un incarico al Napoli nel 1991, dove allenò per due anni una squadra che dopo l'addio di Maradona era destinata a un lento declino. Ciò nonostante il buon Claudio riuscì a farsi valere e da quel momento spiccò un volo verso i piani alti del calcio europeo, allenando prima la Fiorentina poi in ordine il Valencia, l'Atletico Madrid, il Chelsea e di nuovo il Valencia, prima di fare ritorno in Italia. Dopo aver salvato il Parma dalla retrocessione nella stagione 2006-07 grazie anche ai gol di Giuseppe Rossi, il tecnico romano fu scelto dalla Juventus per guidare il ritorno al calcio che conta dopo la discesa in B per lo scandalo di Calciopoli. A quell'epoca la società torinese non era certamente quella di adesso, che dispone di una squadra tra le favorite per il titolo di campione d'Italia, ha uno stadio tutto suo, viene da sei scudetti di seguito ed è nell'elite del calcio europeo. Tuttavia le cose non andarono bene in quel di Vinovo, ma dopo due anni Ranieri ebbe l'opportunità di guidare per la prima volta la sua Roma, con la quale sfiorò lo Scudetto nella stagione 2009-10. 

Dopo una parentesi poco fortunata all'Inter e due anni all'As Monaco, che riportò in Ligue 1 dopo un periodo buio nella seconda divisione francese, l'ex terzino del Catanzaro accettò la guida della nazionale greca, in crisi d'identità e di risultati. E neanche la sua mano di allenatore esperto riuscì a fare nulla, tanto che venne esonerato dalla federazione ellenica dopo poche partite. Eppure, dato che il tempo è galantuomo, stava arrivando l'opportunità del riscatto che avrebbe cambiato la sua vita. Il Leicester del magnate thailandese Vichai Srivaddhanaprabha lo ingaggiava nell'ambito di un progetto di squadra in fase di transizione e di crescita lenta ma graduale, con un ottimo salario e tantissima fiducia nei suoi mezzi. Nessuno si sarebbe immaginato cosa sarebbe successo nel giro di dieci mesi.

Considerato dai bookmaker dell'isola britannica come uno dei primi ad essere esonerato in Premier League, Ranieri iniziò a lavorare alacremente e con giudizio, raccogliendo i frutti fin da subito, trovandosi primo in classifica da solo dopo appena tredici giornate. Da quel momento in poi i giornali e il mondo intero si sarebbe soffermati sul rendimento delle Foxes, analizzando soprattutto le eccellenti prestazioni del mediano N'golo Kanté, della mezzapunta Riyad Mahrez e del centravanti Jamie Vardy, che pochi anni prima lavorava in fabbrica e giocava a livelli amatoriali. La vittoria del 14 dicembre 2015 contro il Chelsea, sua ex squadra, grazie ai gol proprio di Vardy e Mahrez, era la conferma definitiva che quell'anno il Leicester poteva farcela davvero e che il lavoro di Ranieri, del quale i media inglesi apprezzavano anche l'ottimo dominio della lingua inglese, stava davvero dimostrando di essere prezioso. La concretezza del suo calcio e l'ottimo rendimento dei suoi uomini, oltre all'assenza di coppe europee da giocare, furono tra i principali successi del suo Leicester, che si coronò campione il 2 maggio 2016 facendo esplodere di felicità una città intera. Ranieri, dopo tanto tempo e tanti episodi sfortunati, aveva finalmente la sua rivincita in mondovisione.

L'incredibile concorrenza di squadre come il Manchester United, il Manchester City, il Chelsea e l'Arsenal non risultò essere un impedimento per la squadra di Ranieri, che mise a segno quello che probabilmente per molti è il miracolo per eccellenza del calcio moderno, dove i soldi sono alla base del successo e il lavoro e il merito a volte non vengono premiati giustamente. La fortuna di quell'anno, però, tornò sotto forma di sfortuna la stagione successiva, quando dopo aver incredibilmente centrato gli ottavi di Champions League, il Leicester arrancava in campionato e i giocatori, stanchi di Ranieri, spinsero la dirigenza ad esonerarlo. Ma ormai il coriaceo Claudio, a 66 anni, aveva già ricevuto il giusto premio dallo sport che tanto ama. A conferma del suo valore arrivò poi la chiamata del Nantes, che per averlo come tecnico ha chiesto una deroga alla Ligue 1, che nel suo statuto ha una leggere che non prevede che gli over 65 possano allenare. E invece Ranieri ha vinto anche questa battaglia. Da Catanzaro a Nantes, passando per il titolo di Premier, è lui il tecnico dei miracoli.