Volley femminile: 42 anni fa la cavalcata della Polisportiva Lido che portò Catanzaro in Serie A

La Pallavolo come fenomeno sociale nella Catanzaro degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso
21.04.2020 19:44 di Rosita Mercatante   Vedi letture
Volley femminile: 42 anni fa la cavalcata della Polisportiva Lido che portò Catanzaro in Serie A

di Rosita Mercatante 

L’idea di approfondire e di raccontarvi questa pagina di storia sportiva è nata dopo che, per puro caso, abbiamo incrociato il post Facebook del nostro amico Gianluca Bellacoscia, che lo scorso 15 aprile ci ricordava come esattamente 42 anni fa la squadra allenata dal papà si rese protagonista di un vero e proprio miracolo sportivo.  La sua breve narrazione ci ha incuriositi al punto che abbiamo deciso di contattarlo per avere delle altre informazioni che con grande disponibilità ci ha fornito per poter redigere l’articolo.  Lo ringraziamo per questo e per averci permesso la pubblicazione della foto tratta dal suo archivio privato.

Verso la fine degli anni ’70 del secolo scorso la pallavolo catanzarese salì agli onori della cronaca sportiva nazionale grazie alla favola rosa della Polisportiva Lido. La squadra del quartiere marinaro, dopo una lunga cavalcata partita dalle categorie minori, fu la prima compagine calabrese ad essere promossa nella massima serie della pallavolo italiana femminile. A comporre la rosa nelle varie annate furono, tranne sporadiche eccezioni, ragazze “marinote”, brave e tenaci seppur non professioniste. Un miracolo sportivo che si snoda in pochissimi anni e, precisamente, nel periodo ch­e va dalle origini della Polisportiva (1969/1970) al primo campionato di serie A (1978/1979).

Erano anni quelli in cui a Catanzaro si respirava profumo di serie A anche nel calcio. Un periodo fertile per lo sport della città dei tre colli: sono tre le promozioni ottenute dalle Aquile giallorosse tra il 1971 e il 1980.

La Pallavolo come fenomeno sociale nella Catanzaro degli anni ’60-70 del secolo scorso

Bisogna fare, però, un passo indietro per capire come questa disciplina, nonostante fosse considerata uno sport “minore”, ebbe grande successo soprattutto nel quartiere Lido riuscendo a coinvolgere, proprio sin dalla metà degli anni Sessanta del secolo scorso, centinaia di giovani e giovanissimi uomini e donne, e con loro, anche le rispettive famiglie.

La pallavolo servì infatti a molte ragazze per affermare la loro personalità in un’epoca in cui le pari opportunità erano ancora una chimera rispetto al giorno d’oggi.

Le atlete della Polisportiva Lido, in particolare, rappresentarono un riscatto sociale, il vanto e l’orgoglio di Catanzaro e riuscirono a conquistare sul campo il rispetto e la stima del mondo sportivo nazionale. Erano anni, infatti, in cui lo scopo delle atlete, dei dirigenti e del tecnico della Polisportiva non era rappresentato certamente dal guadagno economico.

Fu dunque la passione per il gioco la molla che innescò la parabola ascendente della ‘Lido’ portandola alla vittoria contro squadre molto più ricche e blasonate. Ecco perché si può parlare di vero e proprio fenomeno sociale nel ventennio che va dai primi anni Sessanta alla fine degli anni Settanta.

Dall’oratorio alla serie A

Correva il 1964 quando, valorizzando il lavoro fatto dagli ambienti parrocchiali della Chiesa Maria Santissima di Porto Salvo negli anni Cinquanta, venne organizzata a Marina di Catanzaro la società “Polisportive Giovanili Salesiani – Pier Giorgio Frassati”, affiliata al Csi (Centro Sportivo Italiano) di chiara ispirazione cattolica. L’eredità della “Frassati” venne poi raccolta da alcuni giovani del quartiere che diedero vita, nel 1964, alla “Unione Polisportiva Lido”, più semplicemente denominata “Polisportiva Lido”, presieduta da Tonino Gregoriano, commercialista appassionato di sport che con alcuni amici e pochi sponsor riuscì a portare avanti il suo progetto.

Il primo match tutto al femminile tra la squadra “Bianca” e la “Gialla” è datato 28 dicembre 1969 quando le due compagini della stessa Polisportiva si affrontarono nella palestra di via Murano in occasione del IV Natale dello Sportivo dopo la Messa officiata dall’Arcivescovo di Catanzaro monsignor Armando Fares. Le sorti sportive del gruppo cambiarono nei primi mesi del 1970 quando la Polisportiva scelse come allenatore della squadra femminile Nino Bellacoscia, insegnante di educazione fisica, delegato provinciale Fipav con esperienze nel volley maschile. È con lui che iniziò quella fruttuosa collaborazione e quella cavalcata vincente che condurranno la pallavolo di Catanzaro sino alla massima serie.

La promozione in serie C risale proprio al 1970 quando disputò il torneo all’aperto della “Pineta” sul lungomare di Catanzaro Lido. Della rosa della Polisportiva Lido nel primo campionato di serie C facevano parte Annarella Armone, Franca Focà, Rina Pisano, Mariella Armone, Adele Sestito, Teresa Magno, Bice Wernig, Maria Citriniti, Graziana Citriniti, Gabriella Salerno, Anna Maria Siclari e Anna Maria Reda.

È nel 1976, quando la squadra disputa il sesto campionato di serie C, che si registrò la promozione in serie B. Il campionato si chiuse con la Giarratana al primo posto e la Polisportiva subito dietro: un piazzamento che valse comunque la promozione in serie B per il sestetto di Nino Bellacoscia. Il girone era composto tutto da società siciliane (Aurora Giarratana, Volley Club Marsala, Fari Palermo ed Elite Messina) con la sola eccezione della Leonardo di Reggio Calabria e, appunto, di quella Catanzarese.

Nel campionato del 1977/78, forti dell’esperienza acquisita nel primo anno di militanza in serie B, le ragazze della Polisportiva conquistarono la serie A2. Il sodalizio di via Corace trovò anche un nuovo sponsor nella Kope di Salvatore Spagnolo.

La rosa era composta da: Patrizia Montanaro (schiacciatrice), Marinella Tedeschi, Anna Maria Greco, Rita Sestito, Lidia Armone, Serenella Scicchitano, Mariella Pangallo, Loredana Bianchi, Franca Focà, Rita Santoro, Mariella La Salvia, Angela Ursino, Barbara e Rita Ombrella. Entrarono nella rosa anche le giovanissime Marilena Guido, Mariella Iemmello, Lina Spadaro e Paola Miniaci.

Il girone si concluse a punteggio pieno per la Polisportiva che vinse tutte le gare di ritorno con le avversarie qualificandosi per la Poule Promozione che vide sei squadre contendersi lo scettro per l’accesso alla massima serie: oltre alla Kope Polisportiva figurano l’Aurora Giarratana, la Folgore di Reggio Calabria, l’Amar Catania, la Zagara Travel di Palermo e l’Asci Potenza. L’ultimo – e decisivo – incontro con l’Amar segnò, però, una cocente e inattesa sconfitta per le ragazze della Kope che cedettero il passo al sestetto catanese dopo cinque set.

In virtù dei risultati dell’ultima di campionato la Kope, con 14 punti, venne raggiunta in vetta alla classifica dalla Zagara Travel di Palermo e dovette cedere il primo posto, e dunque la promozione in serie A2, in virtù del migliore quoziente set delle siciliane negli scontri diretti.

La promozione in Serie A del 15 aprile 1978 e la sofferta vicenda del campo di gioco

A questo punto le speranze si affidarono allo spareggio tra le seconde dei gironi nazionali, gara a cui la Polisportiva Kope potè accedere in virtù del suo piazzamento in classifica. Lo spareggio venne disputato a Benevento il 14 e 15 aprile 1978. La “Lido” batté Siena e Pescara: l’impresa è storica non solo per la Polisportiva ma per il volley calabrese che mai aveva avuto una sua formazione in serie A.

L’inizio del campionato non fu con i migliori auspici: un problema di inidoneità della storica palestra di Murano a fungere da campo di gioco ufficiale per l’imminente torneo causò una rottura tra la società di via Corace e i suoi tifosi della marina.

Il presidente Gregoriano investì del problema l’amministrazione comunale che, dopo una vaga promessa di costruire un nuovo palazzetto nel quartiere marinaro, si defilò dagli impegni assunti e per evitare squalifiche e penalizzazioni, fu costretto a traslocare per le partite in casa in città e precisamente nella palestra del Coni di via Madonna dei Cieli, nel quartiere Pontepiccolo.

Se la concessione della palestra di via Madonna dei Cieli premiò la caparbietà dei dirigenti della Polisportiva e del suo presidente apparve subito evidente che la sistemazione, peraltro obbligata, fu del tutto infelice e la squadra fu costretta a giocare le partite casalinghe senza il supporto del pubblico di Murano poiché l’impianto del Coni poteva ospitare poche persone sugli spalti (circa una trentina) causando anche problemi di gestione dello spazio da parte delle atlete poiché era un impianto progettato per la ginnastica e non per il volley.

Il campionato di serie A2 (1978/79) e la retrocessione

Il debutto della Polisportiva Kope nel torneo di massima serie avvenne domenica 19 novembre. A comporre la rosa delle atlete a disposizione di Nino Bellacoscia ci sono: Patrizia Montanaro, Rita Sestito, Mariella Pangallo, Marinella Tedeschi, Serenella Scicchitano, Lidia Armone, Luisa Romeo, Rita Santoro, Mariella Iemmello, Rita e Barbara Ombrella, Paola Miniaci, Loredana Bianchi, Annamaria Greco, Patrizia Scalise, Lina Spadaro e Mena Caldarola. L’avversario era la Cannizzaro di Palermo che batté le catanzaresi per tre set a zero. Allo sfortunato esordio seguiranno tre vittorie consecutive ma la classifica finale vedrà le catanzaresi collocarsi al terzultimo posto in classifica con 10 punti (con cinque vittorie totali). Un piazzamento che la condannò alla retrocessione (temporanea perché venne subito ripescata l’anno successivo) in serie B insieme al Cus Roma e al Barletta.

Gli ultimi anni

Successivamente, grazie agli investimenti del cavaliere Pino Albano, nel 1984 si riesce a conquistare nuovamente la A2 di pallavolo femminile. Arriverono anche alcune ottime giocatrici fra cui la nazionale juniores argentina Iris De Giusti ma non si riuscirà a competere con le fortissime squadre del campionato. Fu questo l’inizio di un periodo di nuove retrocessioni: si disputarono altri campionati di B e C che furono sempre più gravosi dal punto di vista economico. L’entusiasmo giovanile dei dirigenti storici si affievolì. Lasciò anche mister Bellacoscia e, dopo qualche sussulto con il secondo posto ai Campionati Nazionali Open 1988/1989 ottenuto dalla squadra di pallavolo femminile e che valse la promozione al Campionato di serie C nazionale, l’attività della Pallavolo Polisportiva Lido terminò.

Una parabola durata solo un ventennio che non cancella il valore etico e sportivo che questi risultati hanno avuto per il quartiere Lido, per tutta Catanzaro e l’intera Regione Calabria che salì agli onori della pallavolo nazionale grazie all’impegno e alla passione di queste ragazze e di tutta la dirigenza della società di via Corace.

In copertina foto di squadra del 1978