8 Marzo tutto l’anno

Il De Nobili di Catanzaro si tinge di rosa e celebra le donne nello sport
07.03.2019 23:49 di Gea Brescia  articolo letto 253 volte
8 Marzo tutto l’anno

Se ripenso ai miei 8 marzo, l’immagine che mi sovviene è quella di una città tinta di giallo, il colore della mimosa, il fiore simbolo di una giornata che ricorda alle donne che dovrebbero, comunque, essere celebrate in ogni singolo giorno dell’anno. Personalmente non ho mai festeggiato, neanche ai tempi del liceo, quando pensavo che essere donna fosse un privilegio piuttosto che un onere, tranne poi realizzare la sconvolgente scoperta che ci sono ancora dei luoghi- e non c’è bisogno di cercarli molto lontano anche da casa nostra- nei quali nascere donna sia considerata una iattura, non solo da chi partorisce una bimba, ma ancora più spesso da chi si trova a dovere crescere “femmina”. I recenti fatti di cronaca riferiscono di un esacerbarsi degli episodi di violenza nei confronti di donne indifese, da parte di esseri privi di qualunque scrupolo, coscienza, e probabilmente anche incapaci di rapportarsi con l’universo femminile, di qualunque natura esso sia. E se da una parte questi stessi fatti dimostrano che il progresso sociale ê ancora ben lontano dall’essere raggiunto, dall’altra evidenziano che, nell’immediato, il genere femminile ha tutt’ora, come unico dovere precipuo, quello di spogliarsi di una condizione  che lo caratterizza ancora per fragilità ed insicurezza. Ad onor del vero, molteplici sono i campi nei quali, il cosiddetto “sesso debole” incarna l’esatto opposto di tale definizione, e uno di questi è sicuramente lo sport. Sempre più frequentemente, le donne praticano discipline considerate tradizionalmente maschili, come la boxe o il calcio, sempre più spesso molte ragazze decidono di cimentarsi in sport considerati “pericolosi”, per passione certamente, ma anche per affrancarsi da una condizione di debolezza che molte rinnegano. I corsi di autodifesa sono ormai molto diffusi e, in merito a questo, l’istituto Giovanna De Nobili di Catanzaro, per il secondo anno di seguito, ha sposato un progetto, in collaborazione con l’ASD Pugilistica Eagles che, in modo assolutamente gratuito, ha permesso a circa 80 studentesse della scuola diretta dalla dottoressa Susanna Mustari, di frequentare un corso di difesa personale. Fermo restando la convinzione del referente Eagles, Francesco Cutruzzolà che lo sport resti “la forma più sana di scaricare l’aggressività che caratterizza, in forme più o meno marcate ogni essere umano”, una ragazza che decide di frequentare un corso di difesa personale tra le mura scolastiche, in qualche modo s’impegna in un’azione di prevenzione del fenomeno del bullismo nell’ambiente in cui, purtroppo, trova il suo naturale attecchimento.

Oltre a questo, qualunque attività sportiva insegna ad avere rispetto del proprio corpo e a farlo rispettare, ad osservare delle regole rigide, a scandire i ritmi giornalieri con disciplina, impegno e sacrificio, soprattutto se praticato con costanza e continuità:“Spero di riuscire a portare avanti nel tempo questa iniziativa”, ha dichiarato la responsabile del progetto, prof. Bruna Badolato. “La scuola ha anche una bella squadra di calcio femminile e basket, oltre che un folto gruppo di atlete che praticano la corsa campestre: quando ho proposto al collegio docenti questa nuova attività, lo stesso corpo insegnanti, e la dirigente in primis, ha accolto con molto favore la mia idea, che è stata approvata e supportata con entusiasmo. Vi hanno aderito studentesse in una fascia d’età compresa tra i 14 anni e i 18/19, a dimostrazione del fatto che chiunque può cimentarsi in un’attività sportiva che è anche altamente formativa per il carattere, e infatti le ragazze hanno dato prova di grande maturità, oltre che di complicità e cameratismo”, a dispetto del fatto che spesso, tra donne, ci sia una competizione maggiore che tra i rappresentanti del sesso opposto. E se da un punto di vista strettamente personale, il corso di difesa contribuirà ad accrescere l’autostima delle partecipanti, è anche vero che l’attestato di frequenza che sarà consegnato alle atlete, consentirà loro di incrementare il proprio credito scolastico. Lapalissiano il nostro plauso a questo genere di iniziative, che trovano nell’8 marzo la collocazione temporale più adeguata, ma incarnano lo spirito della celebrazione e la sua sostanza e cioè che essere donna sia semplicemente la condizione più esaltante, più appagante, più stimolante, che qualunque essere umano potrà mai vivere in ogni singolo istante della propria esistenza.